A Palermo, la recente giornata dedicata a Paolo Giaccone, il medico tragicamente assassinato dalla mafia nel 1982, ha riportato in primo piano il valore imprescindibile dell’etica nella pratica sanitaria. L’evento ha visto l’assegnazione del primo «Premio Giaccone 2026 – Il valore dell’etica» al dottor Vincenzo Prestianni, dirigente medico dell’ASP di Palermo. Toti Amato, presidente dell’Ordine dei medici di Palermo e ospite dell’incontro a Villa Magnisi, ha sottolineato che l’iniziativa non è solo un atto commemorativo, ma un orientamento per il futuro: «In un’epoca di rapidi e spesso disorientanti cambiamenti nel settore sanitario, la coerenza tra scienza e coscienza rimane il nostro punto fermo.»
La cerimonia, moderata da Marco Romano del Giornale di Sicilia, ha creato un importante momento di dialogo, unendo istituzioni, accademia e magistratura. Si è configurato come un forum di confronto sui temi attuali che pervadono la sanità, dall’impatto dell’innovazione tecnologica alla deontologia professionale, dalla sicurezza alla responsabilità nella cura.
Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCeO), presente con il vicepresidente Giovanni Leone e il segretario generale Roberto Monaco, ha richiamato i principi fondamentali della professione medica, inclusa la sua opposizione a ogni forma di violenza e il suo appello per la pace. Anelli ha evidenziato come la professione medica oggi incida sull’intera società: «Il medico non è solo un custode di competenze scientifiche, ma deve costruire un rapporto di fiducia con i cittadini, dedicando tempo al dialogo e alla cura. Questo passaggio ha una valenza costituzionale, poiché oltre a tutelare il diritto alla salute, il medico deve garantire che il cittadino possa esercitare il diritto all’autodeterminazione.»
Il ricordo di Paolo Giaccone ha attraversato tutti gli interventi, non come mera memoria di una vittima, ma come esempio concreto di libertà e coerenza etica. La sua figura è un faro per la pratica medica contemporanea, che deve operare in un contesto complesso, dove l’intelligenza artificiale e le evoluzioni sociali impongono nuove riflessioni senza mai smarrire i principi fondanti.
Lia Sava, procuratrice generale della Corte d’appello di Palermo, ha ricordato che «la pratica etica si basa su principi comuni come trasparenza, competenza e rispetto del segreto professionale», essenziali per una società più giusta e democratica. Alberto Firenze, direttore generale dell’ASP di Palermo, ha messo in risalto il ruolo cruciale della gestione del rischio clinico, affermando che responsabilità, sicurezza e qualità delle cure sono intrinsecamente connesse a un’eredità professionale da valorizzare. «Prendersi cura,» ha dichiarato, «significa farsi carico globalmente della persona, focalizzandosi sull’esperienza del paziente e adottando un approccio razionale ed empatico. Implica considerare gli aspetti psicologici, spirituali, sociali ed emotivi: non limitarsi a fare, ma esserci. Questo è il cambio di paradigma che pone la persona, e non solo la patologia, al centro.»
La conclusione dei lavori è stata affidata al professor Adelfio Elio Cardinale, presidente del comitato scientifico dell’OMCeO, il quale ha asserito: «Non esiste una sola etica sanitaria. Le etiche si intersecano e si fondano sui valori della Costituzione, il nostro riferimento civile. Oggi, purtroppo, assistiamo a una distorsione, dove spesso il rendimento economico prevale sull’umanità del paziente. Ma la sanità non può essere considerata un’azienda; deve mantenere la persona al centro.»
Il Riconoscimento a Vincenzo Prestianni: Un Esempio di Medicina per gli Ultimi
La scelta di premiare Vincenzo Prestianni si inserisce in queste riflessioni, riconoscendo una visione della medicina intesa come servizio, soprattutto verso coloro che si trovano ai margini. La storia di Prestianni è singolare: dopo la laurea, alla fine degli anni Ottanta, ha deciso di vivere per strada, incontrando Biagio Conte, figura simbolo dell’impegno per i più deboli. Da questa esperienza è nato un primo ambulatorio improvvisato, una tenda che offriva cure urgenti a chi non aveva accesso al sistema sanitario. Questa esperienza ha lasciato un segno indelebile e continua a guidare il suo operato.
Toti Amato, in rappresentanza del consiglio direttivo dell’OMCeO, ha sottolineato che questo premio riflette una chiara concezione della sanità da parte dell’istituzione ordinistica: una sanità che non si limita alle strutture, ma raggiunge le persone ovunque si trovino, anche nelle condizioni più precarie. Una medicina che unisce competenza e prossimità, equità e un’attenta considerazione delle disuguaglianze.
El Premio Giaccone 2026 a Prestianni: Ética y Cuidado en el Corazón de la Sanidad en Palermo
En Palermo, la reciente jornada dedicada a Paolo Giaccone, el médico trágicamente asesinado por la mafia en 1982, ha vuelto a poner de relieve el valor esencial de la ética en la práctica sanitaria. Durante el evento, se otorgó el primer «Premio Giaccone 2026 – El valor de la ética» al doctor Vincenzo Prestianni, médico directivo de la ASP de Palermo. Toti Amato, presidente del Colegio de Médicos de Palermo y anfitrión del encuentro en Villa Magnisi, enfatizó que la iniciativa no es solo un acto conmemorativo, sino una guía para el futuro: «En una era de cambios rápidos y a menudo desorientadores en el sector sanitario, la coherencia entre ciencia y conciencia sigue siendo nuestro pilar.»
La ceremonia, moderada por Marco Romano del Giornale di Sicilia, generó un importante momento de diálogo, uniendo a instituciones, la academia y la magistratura. Se configuró como un foro de debate sobre los temas actuales que atraviesan la sanidad, desde el impacto de la innovación tecnológica hasta la deontología profesional, pasando por la seguridad y la responsabilidad en el cuidado.
Filippo Anelli, presidente de la Federación Nacional de Colegios de Médicos (FNOMCeO), presente junto al vicepresidente Giovanni Leone y el secretario general Roberto Monaco, recordó los principios fundamentales de la profesión médica, incluida su oposición a toda forma de violencia y su llamamiento a la paz. Anelli destacó cómo el papel del médico hoy impacta en toda la sociedad: «El médico no es solo un custodio de conocimientos científicos, sino que debe construir una relación de confianza con los ciudadanos, dedicando tiempo al diálogo y al cuidado. Este paso tiene una validez constitucional, ya que además de proteger el derecho a la salud, el médico debe asegurar que el ciudadano pueda ejercer su derecho a la autodeterminación.»
El recuerdo de Paolo Giaccone impregnó todas las intervenciones, no como una mera memoria de una víctima, sino como un ejemplo concreto de libertad y coherencia ética. Su figura es un faro para la práctica médica contemporánea, que debe operar en un contexto complejo, donde la inteligencia artificial y las evoluciones sociales imponen nuevas reflexiones sin perder nunca de vista los principios fundamentales.
Lia Sava, fiscal general del Tribunal de Apelación de Palermo, recordó que «la práctica ética se basa en principios comunes como la transparencia, la competencia y el respeto al secreto profesional», esenciales para una sociedad más justa y democrática. Alberto Firenze, director general de la ASP de Palermo, resaltó el papel crucial de la gestión del riesgo clínico, afirmando que la responsabilidad, la seguridad y la calidad de los cuidados están intrínsecamente ligadas a una herencia profesional que debe ser valorada. «Cuidar», declaró, «significa hacerse cargo globalmente de la persona, centrándose en la experiencia del paciente y adoptando un enfoque racional y empático. Implica considerar los aspectos psicológicos, espirituales, sociales y emocionales: no limitarse a hacer, sino a estar presente. Este es el cambio de paradigma que coloca a la persona, y no solo a la patología, en el centro.»
La clausura de los trabajos estuvo a cargo del profesor Adelfio Elio Cardinale, presidente del comité científico del OMCeO, quien afirmó: «No existe una sola ética sanitaria. Las éticas se entrelazan y se fundamentan en los valores de la Constitución, nuestra referencia civil. Hoy, lamentablemente, asistimos a una distorsión, donde a menudo el rendimiento económico prevalece sobre la humanidad del paciente. Pero la sanidad no puede ser considerada una empresa; debe mantener a la persona en el centro.»
El Reconocimiento a Vincenzo Prestianni: Un Ejemplo de Medicina al Servicio de los Más Necesitados
La elección de premiar a Vincenzo Prestianni se enmarca en estas reflexiones, reconociendo una visión de la medicina entendida como servicio, especialmente hacia aquellos que se encuentran al margen. La historia de Prestianni es singular: tras licenciarse, a finales de los años ochenta, decidió vivir en la calle, donde conoció a Biagio Conte, figura simbólica del compromiso con los más vulnerables. De esta experiencia surgió el primer consultorio improvisado, una tienda de campaña que ofrecía atención urgente a quienes no tenían acceso al sistema sanitario. Esta experiencia dejó una huella imborrable y sigue guiando su trabajo.
Toti Amato, en representación del consejo directivo del OMCeO, destacó que este premio refleja una concepción clara de la sanidad por parte de la institución colegial: una sanidad que no se limita a las estructuras, sino que llega a las personas dondequiera que se encuentren, incluso en las condiciones más precarias. Una medicina que combina competencia y cercanía, equidad y una atenta consideración de las desigualdades.

